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Building Automation e Smart City: da installatori a System Integrator

L’evoluzione impiantistica impone un altrettanto rapido cambiamento in termini di competenze e professionalità nei protagonisti della filiera delle costruzioni. Oggi è infatti sempre più necessaria una figura tecnica che sia in grado di realizzare la giusta integrazione tra i diversi impianti, allo scopo di massimizzare efficienza, comfort e sicurezza

L’obiettivo di raggiungere le richieste imposte dalle Direttive Europee sull’efficienza energetica, è sempre più a portata di mano: la realizzazione di edifici NZEB con un alto grado di intelligenza sta diventando una prassi sempre meno rara, richiedendo di fatto nuove competenze all’interno della filiera dell’edilizia.

Questo nuovo modo di progettare e installare, ha infatti fatto emergere una inedita figura professionale, quella del System Integrator: se infatti fino a oggi il processo di costruzione ha sempre considerato la parte impiantistica (impianto elettrico, impianto meccanico, impianti di generazione, sicurezza, controllo accessi) separata rispetto alla gestione dell’involucro, ora non è più possibile fare una simile distinzione: questi aspetti devono diventare componenti di un unico sistema, fattori caratterizzati da una simbiosi continua. In questo nuovo scenario, perfino i professionisti che operano nei contesti residenziali, dovranno allargare le proprie competenze verso nuove tematiche: la figura del System Integrator deve essere considerata come un tecnico dotato di skill specialistiche trasversali, che gli consentano di relazionarsi in maniera corretta e propositiva con tutti i protagonisti coinvolti in fase di progettazione e di costruzione dell’opera, offrendo soprattutto un punto di vista super partes, utile nel controllo e nella regolazione complessiva del sistema.

Fatte queste debite premesse, è giusto puntare il dito verso due necessarie “rivoluzioni”. Innanzitutto il System Integrator dovrà essere istituzionalizzato fin dalla tradizionale filiera formativa, introducendo questo sbocco professionale nei percorsi scolastici, da erogarsi alle scuole superiori, così come nelle università. Inoltre, quanto prima, almeno per tutte le opere pubbliche, sarebbe necessaria una totale revisione dei capitolati, spesso troppo distanti dall’attuale visione impiantistica che, viceversa, limita la loro installazione a una formula quasi doveristica, non attribuendogli nessun tipo di valore aggiunto. Ad oggi non esiste infatti un prezziario per opere pubbliche che tenga conto dei sistemi integrati e, conseguentemente, le voci di capitolato vedono “divisi” gli impianti elettrici da quelli meccanici, senza mai o quasi mai, tenere conto della voce legata alla regolazione.

L’avvento del Decreto Requisiti Minimi

A sostenere ulteriormente questa spinta all’innovazione e all’efficientamento energetico degli edifici, il 26 giugno 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM “Requisiti Minimi”, che recepisce quanto previsto dalle Direttive Europee in tema di efficienza energetica negli edifici e che, per la prima volta, introduce tra le normative di riferimento e di cui tenere conto in fase di progettazione e realizzazione almeno nel contesto non residenziale: la UNI EN 15232, ovvero la normativa che permette di tenere conto dell’impatto che l’automazione, il controllo e la gestione tecnica degli edifici ha sull’efficienza e sui consumi energetici, con la definizione dei cosiddetti sistemi BACS (Building Automation Control System). Nello specifico, il Decreto Ministeriale introduce l’obbligo (in ambito non residenziale), di prevedere in fase di progetto sistemi BACS almeno di Classe B, imponendo quindi un sistema di gestione integrato, in caso di nuovi edifici o di ristrutturazioni particolarmente importanti.

Chi certifica i BACS?

L’introduzione dei sistemi BACS ha di fatto generato un effetto domino che ha portato, lo scorso anno, alla pubblicazione di due norme UNI ad essi dedicate, la prima delle quali, la norma UNI/TS 11651 – “Procedura di asseverazione per i sistemi di automazione e regolazione degli edifici in conformità alla norma UNI EN 15232”, stabilisce che, oltre all’obbligo di sistemi BACS negli edifici non residenziali, è necessaria una dichiarazione da parte di un tecnico abilitato ed esperto (il System Integrator) che ne deve illustrare la composizione e le funzionalità: un ulteriore passo in avanti per il riconoscimento dei tecnici esperti in sistemi BACS.

L’installatore di sistemi BACS

A distanza di pochi mesi dall’uscita della norma UNI/TS 11651, è stata quindi pubblicata la norma UNI CEI TS 11672 – “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali che eseguono l’installazione e la manutenzione dei sistemi BACS (Building Automation Control System) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

Come facilmente intuibile, la norma è figlia di un intervento “a quattro mani” gestito da CEI e UNI, un forte segnale di cambiamento, dato che la figura tecnica del System Integrator deve avere competenze trasversali, quindi elettriche, meccaniche e termiche. Nel dettaglio la norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale di coloro che operano sui sistemi BACS (ISO EN 16484) o HBES (EN 50090) in termini di conoscenza, abilità e competenza. Nella descrizione dell’attività è stato ritenuto opportuno, da parte di CEI e UNI, distinguere tre differenti profili specialistici:

  • Esperto BACS dei sistemi HVAC (Profilo A1);
  • Esperto BACS dei sistemi elettrici (Profilo A2);
  • BACS System Integrator (profilo B).